Centro Accoglienza Minori Verona

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Progetto KRIS

Da dove nasce

Kris è un bambino affetto da gravi patologie, privo dell’affetto di una famiglia. L’ospedale lo deve dimettere, ma la complessità del caso rende difficile trovare un posto adatto sul territorio che lo possa accogliere e fornire un ambiente adeguatamente attrezzato alle sue esigenze, che richiedono la costante presenza di personale specializzato e la somministrazione di cure con l’ausilio di strumentazione idonea. La richiesta d’aiuto da parte dei servizi ospedalieri arriva anche al C.A.M.. Il territorio di Verona e provincia sembra essere sprovvisto di una struttura adeguata in grado di accogliere Cris e i bambini con problematiche come la sua. Al disagio sociale dato dall’assenza di una famiglia di origine si associa un grave disagio sanitario. La sua storia è stata la prima occasione per il C.A.M. di approccio a questa problematica e di rilevare una lacuna del sistema su cui sperimentare delle soluzioni, su cui attivarsi per essere pronti per tutti i Cris che busseranno alla porta, per non trovarsi impreparati, per offrire un pronto intervento, a livello nazionale, per queste casistiche sollevando i servizi ospedalieri e il servizio sanitario da lunghe prese in carico.

 

Il progetto

Il progetto nasce pertanto da un’esigenza evidenziatasi dal territorio: l’assenza di una struttura che possa accogliere e prendersi cura di minori affetti da patologie rare ad alta complessità assistenziale. L’intento è quello di creare un ambiente di accoglienza, affetto e cura, a dimensione e caratteristiche familiari, che vada incontro ai bisogni specifici e complessi richiedenti una costante assistenza ed una struttura adeguatamente attrezzata.

Il progetto “KRIS” vuole essere una risposta concreta al problema dando la possibilità al CAM di dotarsi dei mezzi per affrontare una sfida con i necessari cambiamenti:

  • cambiamenti strutturali e logistici (acquisto e predisposizione di un immobile)
  • cambiamenti nel team di lavoro arricchendosi delle professionalità e competenze necessarie per affrontare le problematiche con cui ci si dovrà misurare (integrazione di personale con qualifica e competenze adeguate per l’assistenza socio-sanitaria e psicologica al minore e alla sua famiglia di origine, dove presente).
  • Il servizio si rivolge a minori in stato di abbandono, a minori che pur avendo una famiglia alle spalle non possono vivere nelle loro case, a minori dimessi dall’ospedale che necessitano però ancora di cure specifiche per un periodo di tempo limitato, a minori che vengono accolti per un tempo determinato per sollevare le famiglie e concedere loro una pausa.

 

Beneficiari

-neonati prematuri affetti da patologia cronica (broncodisplasia, paralisi cerebrale infantile)

-minori con patologie per le quali esiste un trattamento specifico, ma che può fallire (neoplasia, insufficienza d’organo irreversibile)

-minori con patologie in cui la morte precoce è inevitabile ma cure appropriate possono prolungare ed assicurare una buona qualità di vita (infezioni da HIV, fibrosi cistica)

-minori con patologie progressive per le quali il trattamento è quasi esclusivamente palliativo e può essere esteso anche per molti anni (malattie degenerative, neurologiche e metaboliche, ecc)

-minori con patologie irreversibili ma non progressive che causano disabilità severa e morte prematura (paralisi cerebrale severa, disabilità per sequele di danni cerebrali e/o midollari)